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Iapodi
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Gli mweqIapodi (mwegin greco antico Ἰάποδεςmwew?, anche noti come mwfaIapidi, mwfqGiapidi, o mwfgIapodes, o ancora mwfwIapydes), furono un antico popolo mwgaindoeuropeo che abitava l'interno della regione adriatica orientale, a nord del territorio dei mwgqLiburni e ad est della Penisola mwggistriana, nel triangolo compreso tra i fiumi mwgwmwhaColapis (mwhqKupa) ed mwhgOineo (mwhwUna) e la catena montuosa del mwiaMons Baebius (mwiqAlpi Bebie) che li separava proprio dai Liburni costieri. Il loro territorio copriva quindi l'entroterra centrale della moderna mwigCroazia e la valle del fiume Una in mwiwBosnia ed Erzegovina.

La documentazione archeologica conferma la loro presenza in questi paesi almeno a partire dal IX secolo a.C. e per più di un millennio. La documentazione antica scritta su di loro è tuttavia più scarsa rispetto alle popolazioni costiere adiacenti (Liburni, Dalmati, ecc.) che hanno avuto contatti marittime più frequenti con gli antichi Greci e Romani.

Contents

Storia
Origini
Lingua
Note

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Storia

Gli Iapodi hanno conosciuto il loro periodo di massimo sviluppo e di espansione territoriale tra l'VIII ed il IV secolo a.C. quando occuparono la gran parte delle valli di montagna interne tra la mwkgPannonia ed il bacino costiero adriatico, ma in frequente disputa a sud con i Liburni.

Origini

L'origine esatta degli Iapodi è incerta; le ricerche archeologiche suggeriscono affinità con i primi mwlqPannoni e mwlgIlliri. La prima menzione scritta riguardante tribù illiriche Iapodi di mwlwHekataios risale ai navigatori greci del mwmaVI secolo a.C.. Sono descritti da mwmqStrabone come una razza mista di mwmgCelti ed Illiri, che utilizzavano armi celtiche e tatuaggi, che si cibavano soprattutto di mwmwmiglio e mwnafarro; tuttavia, la tesi di Strabone sulla provenienza celtica-illirica degli Iapodi non è confermata dall'archeologia. Gli Iapodi esistevano almeno dal IX secolo a.C., mentre l'influenza celtica raggiunse la regione nel IV secolo a.C., quando gli Iapodi erano in declino. L'evidenza archeologica dell'influenza della cultura tipica celtica è supportata solo dalla zona di contatto fra gli Iapodi e i Celti mwnqmwngTaurisci lungo la valle del fiume mwnwKupa (ora il confine mwoasloveno-mwoqcroato). Altrove, e in particolare nel principale territorio iapodico degli altopiani Lika, in Croazia, i manufatti celtici ritrovati sono scarsi e spiegabili solo dagli scambi commerciali.

Conquista romana

I Romani definivano gli Iapodi una razza guerriera dipendente dalle razzie, ma altre documentazioni archeologiche confermano che la loro principale attività economica era l'estrazione e la metallurgia. Questo convinse i pragmatici Romani a conquistare il loro paese, le cui vallate intorno al fiume erano un modo naturale per comunicazioni strategiche tra l'mwpaAdriatico e Pannonia.

I conflitti, pertanto, iniziarono dal mwpg171 a.C., quando il console mwpwGaio Cassio Longino per primo attaccò gli Iapodi, sulla strada del ritorno dalla mwqaMacedonia. Egli andava infatti compiendo distruzioni e saccheggi nell'mwqqIstria contro le popolazioni di mwqgIstri, Iapodi e mwqwCarni. Il suo obiettivo era, molto probabilmente, di intimidire le popolazioni vicine ad mwraAquileia.cite-ref-4[4]

Nel mwsg129 a.C., mwswGaio Sempronio Tuditano attaccava le popolazioni degli Iapodi dal suo "mwtaquartier generale" di mwtqAquileia, ma subì una sconfitta che fu prontamente riparata dall'intervento di mwtgDecimo Giunio Bruto Callaico, l'eroe della mwtwguerra di Lusitania (155 - 139 a.C.). In seguito, Tuditano riusciva a battere le popolazioni della zona mwuaAlpina dei mwuqCarni e dei mwugTaurisci (zona di mwuwNauporto), sempre coadiuvato da Bruto (e da un certo Tiberio Pandusa), tanto da meritarsi il mwvatrionfo.cite-ref-5[5] A Tuditano la stessa città di Aquileia eresse nel foro una mwwqstatua celebrativa ed un elogio.cite-ref-6[6]cite-ref-wilkes33-7-0[7]

Nel 78-76 a.C. furono attaccati da Gaio Cosconio. Dal 56 a.C. divennero un mwywmwzafoedus di Roma e pagarono un mwzqtributum, ma nel 52-47 a.C. si ribellarono.

Nel 35 a.C. mwzwOttaviano condusse contro di loro una mwaaserie di campagne vittoriose. Più nel dettaglio vennero coinvolti i mwaqMoentini di mwagMonetiumcite-ref-8[8] (mwbwBrinje) e gli mwcaAvendeatae di mwcqAvendocite-ref-avendo-9-0[9] (mwdgCerquina, vicino a mwdwOtočac), che si arresero subito,cite-ref-wilkes50-1-1[1] mentre gli mwfaArupini di mwfqArupiumcite-ref-arupium-10-0[10] (Prozor), forse perché più numerosi, furono battuti dopo un duro assedio alla loro principale città.cite-ref-11[11] Poco dopo anche i mwhwPoseni e gli abitanti di mwiaMetulum (capitale degli Iapodi), caddero sotto il giogo romano.cite-ref-wilkes51-2-1[2]cite-ref-12[12] Durante il periodo romano ottenne poi lo status di mwkqmwkgmunicipium.cite-ref-13[13] In seguito sappiamo che conservarono una parziale autonomia con il mwlwpraepositus Iapodum.

Cultura e società

Per la vicinanza di ricche e vaste foreste del territorio montagnoso, le case erano soprattutto capanne di legno e raramente costruzioni in pietra, eccetto alcune fortificazioni strategiche.
I loro insediamenti erano per lo più sulla cima di colline e di solito comprendevano tra i 400 ed i 3.000 abitanti; in epoca romana i principali insediamenti erano mwmwMetulum,cite-ref-metulum-3-1[3] mwoaTerpon, mwoqArupiumcite-ref-arupium-10-1[10] e mwpgAvendo.cite-ref-avendo-9-1[9]

Coltivavano principalmente cereali e uva e allevavano bestiame.
La metallurgia cominciò a svilupparsi mezzo millennio prima dell'influenza celtica, che vi introdusse solo piccole modifiche.

La società era semplice ed includeva guerrieri, abitanti dei villaggi, pastori, minatori e lavoratori dei metalli. Di quella prima fase non si hanno notizie di capi e si ritiene che le tribù non fossero tra loro federate. Con la dominazione romana emerse una élite, guidata dal praepositus Iapodum installato dai Romani.

La cultura era un variegato mix di influenze pannoniche, illiriche, greche e romane, per lo più senza peculiarità proprie. L'arte comprendeva decorazioni metalliche dalla forma di triangoli e spirali ed ambra lavorata.

La lingua prima della conquista romana è in gran parte sconosciuta: le uniche indicazioni disponibili sono toponimi ed iscrizioni nelle necropoli di epoca romana. Queste scarse indicazioni suggeriscono che la lingua iapodica possa essere correlata con altre tribù dell'Illiria e della Pannonia. Durante la loro indipendenza, gli Iapodi sembrano essere stati completamente analfabeti, dato che non hanno lasciato iscrizioni anteriori all'arrivo dei Romani.

Religione

La religione originale degli Iapodi è poco conosciuta e sembra essere simile a quella di altri Illiri orientali. Conoscevano la coppia divina Vidassus (per i Romani mwsgSylvanus) e Thana (per i Romani mwswDiana), di cui si conservano oggi alcuni rilievi rocciosi presso alcune sorgenti. Veneravano il cavallo sacro in totem tribali ed anche i sacri serpenti come simbolo dei loro antenati.

Le loro tombe più antiche erano poste solitamente in caverne, poi in epoca romana i corpi erano spesso messi in sarcofagi di legno o venivano cremati e le ceneri conservate in urne di ceramica.

Lingua

Da un punto di vista etnico essi erano un misto di mwtwCelti, mwuaIlliri e mwuqPannonicicite-ref-14[14]cite-ref-0-15-0[15]cite-ref-16[16] con un forte elemento mwxgveneticocite-ref-0-15-1[15]. In epoca più tarda furono poi completamente celtizzati.

Note

cite-note-wilkes50-11. mw1amw1qWilkes 1969,mw1g p. 50.
cite-note-wilkes51-22. mw3amw3qWilkes 1969,mw3g p. 51.
cite-note-metulum-33. mw5aP. Kos e M. Šašel Kos, mw5qmw5gMetulum, su mw5wpleiades.stoa.org, Pleiades. mw6aURL consultato il 2 gennaio 2018.; mw6qmw6gAppiano,mw6w mw7aGuerra illirica, 19-21.
cite-note-44. mw8amw8qLivio,mw8g XLI, 1-7 e XLIII, 1-5; mw8wmw9aWilkes 1969,mw9q p. 32.
cite-note-55. mw-qmw-gFasti triumphales,mw-w 614 anni mw-aab Urbe condita: mw-qmw-gAEmw-w mwaqa1930, 60; mwaqemwaqiWilkes 1969,mwaqm p. 32.
cite-note-66. mwaqcmwaqgPlinio il Vecchio,mwaqk III, 129; mwaqomwaqsCILmwaqw mwaq0V, 8270.
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cite-note-1111. mwatmmwatqWilkes 1969,mwatu pp. 47-51; mwatymwatcTibullo,mwatg III, 106-117; mwatkmwatoAppiano,mwats mwatwGuerre illiriche.
cite-note-1212. mwauamwaueAppiano,mwaui mwaumGuerre illiriche, 19-21; mwauqmwauuCassio Dione,mwauy XLIX, 35.2-4.
cite-note-1313. mwauomwausCILmwauw mwau0III, 10060.
cite-note-1414. mwave(mwavimwavmEN) Charles Anthon, mwavqmwavuA Classical Dictionary: Containing The Principle Proper Names Mentioned In Ancient Authors Part One, 2005, p.mwavy mwavc539. "... Tor, " elevated," " a mountain. "-(Strabone, 293)mwavg ; "the Iapodes (Strabone, 313), a Gallo-Illyrian race occupying the val. leys of ..."
cite-note-0-1515. mwav4(mwav8mwawaEN) J.J. Wilkes, mwaweThe Illyrians. Blackwell, 1992, p.mwawi 79, mwawmISBNmwawq 0-631-19807-5. "...along with the evidence of name formulae, a Venetic element among the Japodes. A group of names identified by Alföldy as of Celtic origin: Ammida, Andes, Iaritus, Matera, Maxa,..."
cite-note-1616. mwawk(mwawomwawsEN) William Scott Shelley, mwawwThe origins of the Europeans: classical observations in culture and personality, 1997, p.mwaw0 222, mwaw4ISBNmwaw8 1573092207. "The Transalpine Iapydes, a Pannonian tribe, was both strong and savage."

Bibliografia

Fonti antiche

• citerefappiano(GRC) Appiano di Alessandria, Historia Romana (Ῥωμαϊκά), vol.. (mwaxytraduzione inglese mwaxcArchiviato il 20 novembre 2015 in Internet Archive.).
• citerefplinio-il-vecchio(LA) Plinio il Vecchio, Naturalis historia. (mwaxotesto latino e mwaxwversione inglese).
• citerefstrabone(GRC) Strabone, Geografia, vol.. (mwax4traduzione inglese).
• citereftibullo(LA) Tibullo, Corpus Tibullianum. (mwayatesto latino).

Fonti moderne

• citerefwilkes-1962(EN) John Josef Wilkes, Studies in the roman province of Dalmatia (PDF), tesi di laurea, Durham, Durham University, 1962. URL consultato l'8 gennaio 2022.
• citerefwilkes-1969(EN) J.J. Wilkes, Dalmatia, in History of the provinces of the Roman Empire, Londra, Routledge & K. Paul, 1969, ISBN 978-0-7100-6285-7.

Voci correlate

• mwaykIlliri
• mwaysLiburni
• mway0Veneti
• mway8Celti
• mwazeCroazia

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